Cronache Villane II/IV - La Cupola
Il Susino Il giorno che arrivai era uno di quei giorni d’agosto che preannunciano l’arrivo dell’ennesima ondata di calore. Solo che stavolta parlavano di qualcosa di peggio: una heat dome . Una cupola di calore. La chiamai subito la Cupola . Davanti all’entrata della casa ad aspettarmi c’era il susino.Nessuno l’aveva tagliato, sebbene Matteo, qualche giorno prima, indicandolo, avesse detto: «Andrebbe fatto, povero.» Stava lì. Gli alberi morti, o quasi, se rimangono in piedi abbastanza a lungo, smettono di sembrare qualcosa che dovrebbe essere tolto. Diventano parte del posto. A me piaceva moltissimo. Aveva i rami secchi aperti davanti alla casa, storti, quasi bianchi in alcuni punti. Non faceva ombra. Forse era proprio questo che mi piaceva. Nessuno gli chiedeva più di essere utile, ma senza di lui quella casa non sarebbe stata lei. Dentro, invece, la casa era piena di vita. Una radio accesa suonava musica classica e mi accolse in cucina. Sul tavolo c’erano un big...


